Ondate di calore e città resilienti

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Le ondate di calore non possono più essere considerate eventi eccezionali e passeggeri. I dati e la quotidianità ci dimostrano che il caldo estremo è ormai una componente strutturale del cambiamento climatico, una vera e propria emergenza permanente che minaccia la salute pubblica, l’economia e la qualità della vita all’interno delle nostre abitazioni. Giugno 2026 , ad esempio, è stato il giugno più caldo di sempre mai registrato per l’Europa occidentale e il secondo in assoluto a livello mondiale, colpendo in modo estremo sia la terra che il mare. I dati sono stati diffusi da Copernicus Climate Change Service (C3S), il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea gestito dall’Ecmwf (Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio termine). Uno dei tanti dati che fanno preoccupare è che l’estate 2026 potrebbe essere l’estate più fresca che ricorderemo nei prossimi anni. Una frase controintuitiva, considerando il caldo estremo che continua a persistere sull’Italia e sull’Europa, ma secondo gli esperti è la triste verità. Siamo attualmente in quella che i giornali chiamano “terza ondata di caldo”. Una denominazione che fa sembrare il processo ciclico, ma che nell’esperienza quotidiana sembra invece qualcosa di continuativo, stabile, la nuova “normalità”. Ma di normale in queste temperature c’è ben poco.

Si stanno registrando delle ondate di caldo estremo tra le più violente da quando si monitora il fenomeno ed è chiaro a molti, come alla rete internazionale di scienziati fondata nel 2014 dalla climatologa Friederike Otto, che tutto questo non sarebbe possibile senza il cambiamento climatico. La World Weather Attribution, la scienza dell’attribuzione che si occupa di comprendere se i fenomeni meteorologici estremi siano provocati o esacerbati dal riscaldamento globale, ha segnalato una serie di record negativi prodotti dal caldo estremo in Europa.

Un caldo da record

L’ondata di calore ha superato i record mensili e storici in vari Paesi europei, provocando gravi ripercussioni sulla salute e decessi legati alle temperature elevate. Le temperature estreme e l’aridità del terreno hanno aggravato la siccità iniziata a maggio, alimentando gli incendi boschivi nella Penisola Iberica e nel sud della Francia, e aumentando i rischi di siccità nell’Europa orientale. Il picco termico è stato trainato anche dalle temperature superficiali del mare, che non erano mai state così alte per questo mese a livello globale. Samantha Burgess dell’Ecmwf ha dichiarato che questi record dimostrano un profondo cambiamento climatico dovuto a un sistema che accumula calore, determinando ondate di caldo sempre più intense e rischi crescenti per la popolazione, gli ecosistemi e le infrastrutture.

Caldo record anche a Genova

Nel centro storico di Genova è in funzione dal 1833 uno tra i più antichi e longevi osservatori meteorologici al Mondo. Queste antiche sentinelle del clima sono di fondamentale importanza, soprattutto in questo periodo di grandi cambiamenti climatici, in quanto ci permettono di stimare in maniera più oggettiva e scientifica la reale dimensione delle eventuali variazioni del clima attraverso l’analisi di una lunga serie storica di dati. Come per gran parte del Mediterraneo e dell’Italia, anche a Genova le temperature mostrano una chiara tendenza all’aumento sul lungo periodo, con un’accelerazione marcata negli ultimi decenni.

Le temperature medie annuali sono cresciute in linea con il trend nazionale, con anomalie positive che si registrano quasi costantemente anno dopo anno rispetto alle vecchie medie climatiche. I report ufficiali di Arpal Liguria evidenziano anomalie costanti sulle temperature massime della città di Genova, spesso superiori di +1,3°C rispetto alle medie climatologiche di riferimento più recenti.

A lanciare l’allarme, a livello generale,  è stato anche il Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica),  che ha presentato un documento strategico rivolto al Governo con dieci proposte concrete, e con l’obiettivo dichiarato di colmare il ritardo normativo dell’Italia avviando un piano d’azione nazionale per rendere le nostre città e i nostri edifici capaci di resistere all’aumento delle temperature estreme.

Il ritardo italiano e la necessità di una legge climatica

Nonostante l’approvazione nel 2023 del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) , l’Italia sconta ancora una forte mancanza di strumenti operativi. Come sottolineato dal presidente del coordinamento FREE, Attilio Piattelli, a differenza di paesi come la Francia, l’Italia non dispone ancora di una legge quadro sul clima che renda i target d’adattamento giuridicamente vincolanti per regioni e comuni.

Il documento di FREE chiede in tempi rapidi una svolta radicale che preveda alcuni punti iniziali come:

Riconoscimento del rischio sistemico, quindi poter affrontare il caldo estremo con una cabina di regia che unisca protezione civile, sanità, urbanistica ed edilizia.

Programma alloggi freschi, che proponga concretamente un piano nazionale dedicato alla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica e sociale nei quartieri più vulnerabili.

Scuole e ospedali come rifugi climatici, ossia adeguare l’involucro edilizio di asili, scuole e strutture sanitarie, magari tramite insufflaggio del sottotetto o delle pareti come molti istituti stanno già facendo, per proteggere i soggetti fragili e trasformare questi spazi in centri di accoglienza per la comunità durante i picchi di calore.

Urbanistica rigenerativa, per combattere l’effetto isola di calore nelle aree urbane cementificate attraverso la diffusione di infrastrutture verdi, alberature, tetti freddi e superfici permeabili.

Abitare il futuro: il comfort estivo senza l’esplosione dei consumi

Uno dei passaggi più significativi del rapporto FREE riguarda la necessità di coniugare l’adattamento climatico con la decarbonizzazione. Rinfrescare le case non può tradursi semplicemente nell’installazione selvaggia di condizionatori d’aria, perché un ricorso massiccio e incontrollato alla climatizzazione elettrica rischia infatti di sovraccaricare le reti energetiche e di aumentare le emissioni complessive, alimentando un circolo vizioso deleterio.

La vera sfida edilizia consiste nel migliorare il comportamento estivo dei fabbricati. Isolare l’involucro  significa creare uno scudo termico passivo che impedisce all’energia solare di penetrare all’interno delle mura domestiche, riducendo drasticamente il fabbisogno di raffrescamento meccanico e garantendo una temperatura interna stabile e salubre.

La risposta in Liguria è l’insufflaggio con MB Energia

Mentre le istituzioni discutono l’attuazione delle riforme urbanistiche, i proprietari di immobili e gli amministratori di condominio possono agire subito per proteggere il valore del proprio patrimonio e il benessere delle famiglie.

In un territorio complesso come quello della Liguria, caratterizzato da centri storici densamente edificati, borghi verticali e vincoli architettonici stringenti, realizzare un cappotto termico esterno è spesso difficile o del tutto impossibile, ma qui subentra l’esperienza di MB ENERGIA, partner ufficiale per la Liguria di Isolare.it, portando la soluzione strategica ideale.

Attraverso la tecnica dell’insufflaggio termo-acustico, è possibile riqualificare energeticamente un appartamento o un intero condominio dall’interno o dall’esterno, in modo rapido e senza stravolgimenti:

Insufflaggio delle pareti perimetrali: la stragrande maggioranza degli edifici costruiti tra gli anni ’60 e ’90 possiede muri perimetrali con intercapedine (la cosiddetta “cassa vuota”). Iniettando all’interno di questo spazio materiali isolanti certificati e ad alte prestazioni, si elimina l’aria calda stagnante e si blocca il passaggio del calore estivo verso l’interno delle stanze.

Insufflaggio del sottotetto: i tetti e i sottotetti non isolati accumulano una quantità enorme di calore radiante durante le ore diurne, rendendo gli ultimi piani degli edifici invivibili nei mesi di luglio e agosto. Isolare la soletta o la falda del sottotetto interrompe questa trasmissione termica, abbassando la temperatura degli appartamenti sottostanti in modo immediato.

I vantaggi concreti dell’isolamento con insufflaggio

Velocità di esecuzione, visto che l’intervento per un appartamento medio si completa in una sola giornata lavorativa. Nessun ponteggio, fatte salve rare eccezioni, non servono strutture esterne impattanti o costose occupazioni di suolo pubblico.

Pulizia e zero disagi, perché i tecnici di MB Energia operano praticando piccoli fori che vengono richiusi e rasati perfettamente alla fine del lavoro, senza sporcare o danneggiare gli ambienti.

Risparmio in bolletta, grazie al corretto isolamento, ogni casa abbatte i costi legati all’uso del condizionatore d’estate e del riscaldamento d’inverno, offrendo un ritorno economico immediato sull’investimento.

Il messaggio per il comparto delle costruzioni e per i cittadini è ormai evidente, progettazione bioclimatica, efficientamento energetico e resilienza non sono più obiettivi separati, ma i pilastri di un’unica strategia per difendere le nostre case da un clima che cambia rapidamente. Parlane con noi di MB Energia.

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